L’ipotesi di JUNG

di Antonio Vita

Jung, nel delineare la struttura delle componenti in cui è suddiviso  l’universo psichico, concepisce la parte più vicina alla coscienza come suddiviso in quattro categorie o aree.

Due sono di carattere razionale, nel senso che pongono ordine alla realtà e alle cose, offrono ragioni per razionalizzare il reale. Esse sono:

Pensiero e sentimento. La prevalenza dell’uno esclude la prevalenza dell’altro. Si può anche affermare che sono inversamente proporzionali. Forse è meglio dire che esse sono complementari.

Il pensiero procede per concetti, esso cerca il significato delle cose, si chiede il perché delle cose, si occupa delle definizioni delle cose e del reale. Esso si occupa delle verità. Uno degli elementi fondamentali del pensiero è il ragionamento che può essere di tipo induttivo, deduttivo, e per i bambini transduttivo.

Il sentimento si occupa soprattutto del firmamento dei valori. Si interroga sulla validità delle cose e sulla divisione delle cose in buone e cattive, in positive e negative, favorevoli e sfavorevoli, faste e nefaste.

Due sono di carattere irrazionale, Esse sono inconsce, stanno al di sotto di ogni possibile lettura razionale. Esse assumono la realtà, non la ordinano. La accettano così, come è e come viene rilevata. Esse sono:

sensazione e intuizione

La sensazione è ancorata al dato di fatto, all’hic et nunc. La vita viene intesa come concretezza ed attualità. Porta all’equilibrio, alla stasi, alla omeostasia. La sensazione ha come punto principale di espressione la percezione delle cose così come esse sono.

L’ intuizione, si rivolge allo sviluppo delle situazioni. Essa è coinvolta nella sfera delle possibilità. Essa arriva all’insight attraverso non il ragionamento deduttivo o induttivo, ma per accensione di una fiaccola, di una lampada che porta immediatamente alla visione della realtà delle cose. Essa è trasformativa, implicata nei mutamenti delle cose e delle condizioni. Essa dà il senso del possibile.

Viene dall’inconscio, e ad essa si devono delle grandi scoperte: da quelle di Archimede, a quelle di Keplero, di Galilei, di Newton, di Leibniz, di Freud.

E’ rapportabile al sogno, in quanto emanazione dell’inconscio.

Lo scienziato atomico Niels Bohr mentre studiava l’atomo, allora del tutto sconosciuto ed ipotizzato, fece un sogno strano: si vide su un sole di gas ardente, mentre dei pianeti passavano sibilando, e, collegati al sole da sottilissimi filamenti, gli giravano d’intorno. Improvvisamente il gas si solidificò, i pianeti diventarono più piccoli. In quel momento Bohr si svegliò ed ebbe la netta intuizione di aver scoperto il modello dell’atomo.

 

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