La giornalista d.ssa Benedetta Lombo pone otto domande allo psicologo Antonio VITA -

 

MACERATA – Alcuni giorni fa, nell’intervista a don Attilio Marinsalti (nominato esorcista dal vescovo Claudio Giuliodori), il parroco ha sottolineato come molto spesso alla base delle presunte possessioni ci siano “dissesti psicologici”, squilibri che si riflettono nella vita e nei comportamenti delle persone che ne sono vittima. Diventa allora interessante sentire il parere di un esperto: lo psicologo e psicoterapeuta Antonio Vita.

- Presunte possessioni o problemi psicologici. Come spiega questa confusione tra l’Io e il demonio?

La possessione è un’alterazione degli stati coscienti della mente e dei sentimenti, come nella macumba o nel tarantismo. Il diavolo non c’entra. In questi casi esso è un’invenzione della psiche. Fa comodo la convinzione che alcune espressioni dell’animo e della mente siano opera di entità occulte e immateriali perché così non sono riconducibili alla persona, ai suoi stati interni alterati dalla suggestione o da droghe o ancora dalla superstizione. Se  ci si crea un’entità cattiva, si proiettano in essa tutti gli aspetti, gli elementi negativi e malvagi che sono in noi. Attribuendoli a tale entità, li togliamo fuori di noi. Di conseguenza essi  non sono più nostri, non rappresentano la nostra OMBRA, né i nostri elementi rimossi, né il nostro Inconscio. Sono elementi costitutivi dell’entità malvagia: cioè del diavolo. Il diavolo invece siamo noi nel momento in cui arrechiamo diabolici danni agli altri.

- Si può parlare di sdoppiamento della personalità?

Più che di sdoppiamento si dovrebbe parlare di spostamento su un’entità esterna a noi, malefica e malvagia, di quelle caratteristiche della psiche e della mente che appartengono, successivamente,  soltanto al soggetto creato o inventato. Il non riconoscerle come elementi propri e del proprio animo e della propria mente, che peraltro è una finzione inconscia, mette il soggetto in pace con se stesso: “Non sono io che ho fatto questo, ma è il ‘diavolo’ che l’ha fatto (o che me l’ha fatto fare)”. In certi casi può avere inizio anche una paranoia religiosa che porta i soggetti a rituali impropri con preghiere scandite nel tempo e nella giornata, con castighi auto-inflitti, e mortificazioni corporali.

- Diavolo, dunque, come capro espiatorio per le azioni malvagie compiute verso gli altri. C’è differenza se le azioni sono rivolte contro se stessi?

No, non c’è differenza. Un soggetto abusato e violato, che poi si lascia abusare e violare ripetutamente, ricorre al dinamismo di difesa psicologica sopra accennato. Il soggetto è convinto di non essere artefice dei propri comportamenti, ma di essere vittima delle mire del diavolo. E, ripeto, prega e si infligge anche punizioni corporali – oltre a quelle “spirituali”, penitenze, etc. – per espiare la colpa che non ammette come propria, e come catarsi per il male che continua a fare. In generale, i ruoli scartati dall’Io come ruoli riprovevoli, sono carichi di sentimenti di colpa. Per liberarsi dalla colpa il bambino attribuisce le azioni cattive al diavolo. Come si può vedere inizia presto a parlare del diavolo. La prostituta si distacca dal suo ruolo riprovevole. L’Io non nega il ruolo stesso che attua, ma nega di esserne responsabile al fine di non provocare la nascita e il manifestarsi di sensi di colpa e d’angoscia.

- Il demonio. Proiezione religiosa o psicologica?

Il demonio è una proiezione della parte oscura della psiche, l’Ombra – proiezione fatta dall’Io in un’entità esterna alla propria persona -, in un essere spregevole, nefasto e pericoloso. Satana, dice Jung, se desunto dalla sfera pagana, è un nemico, un avversario, un tentatore. È colui che ti sbarra la strada. La visione di Satana assume comunque la connotazione di un’entità concreta e reale. Un soggetto, come detto, che esiste in sé, un essere che vive come soggetto a sé stante con tutte le sue specificazioni perché è l’uomo stesso a crearselo così come si creava nell’antica Grecia l’immagine degli dei, ognuno dei quali rappresentava esigenze proprie dell’uomo greco pagano (la bellezza, la potenza, l’amore, etc.).

- In quest’ottica allora come spiega l’uso dell’acqua, del sale e la lettura del Vangelo da parte degli esorcisti? Quale “potere” hanno?

Non saprei cosa dire sulle qualità miracolose e taumaturgiche dell’acqua, ma sembra che tutte le apparizioni della Vergine siano avvenute in prossimità di sorgenti d’acqua. Alcuni studi condotti anche da biologi, ipotizzano che vi siano Acque a Luce Bianca. La caratteristica di tali acque che sono scaturite da luoghi sacri è quella di possedere alcune proprietà energetiche e vibratorie che determinano un miglioramento delle condizioni di vita sia dell’uomo che dell’ambiente a lui circostante. È un pensiero mistico-religioso che si avvale anche di ricerche biogenetiche ed è strettamente legato alle acque che sgorgano da sorgenti di luoghi cristianamente sacri. Anche gli antichi Romani e Greci  pensavano che l’acqua avesse i poteri di purgare, pulire e purificare, oltre a poteri prodigiosi di guarigione. Sulle proprietà del sale e del cospargerlo nei quattro cantoni di una casa o di un appezzamento di terra, nonché delle parti malate di una persona, non saprei che dire. Occorrerebbe farselo spiegare da un esorcista.

- Ancora, come spiega le reazioni dei posseduti come il parlare lingue antiche e sconosciute, rimettere dalla bocca oggetti come chiodi e pugnali, leggere nel pensiero? Tutte invenzioni?

Non si spiegano ancora. Le ipotesi sono tante. Però esistono persone con capacità sensoriali straordinarie (nel senso di “fuori dall’ordinario”) attraverso le quali riescono a vedere anche cose lontane. Parlano diverse lingue. Ma d’altronde, anche Freud si imbatté in soggetti di giovani ragazze che sotto ipnosi conoscevano varie lingue, parlavano in maniera strana e giuravano di fare viaggi spaziali, astrali, e raccontavano di aver visto cose che poi risultavano essere vere. Jung poi ci fece la sua tesi di laurea: “Psicopatologia dei fenomeni occulti”. Fra poco, meno di un mese, uscirà postumo un volume di Jung, il famoso “Libro rosso”, che è un diario rimasto per quasi 50 anni nel caveau di una banca svizzera e dato alle stampe dai discendenti dell’illustre psichiatra e psicologo analitico che non l’aveva mai voluto pubblicare. “Non è il tempo”, soleva ripetere Jung. Andremo a leggere questo libro tra breve e a vedere se ci potrà illuminare su alcuni aspetti di certe capacità psichiche che sinora non hanno avuto spiegazioni.

- A suo avviso è necessaria l’opera degli esorcisti? Ci sono persone, secondo lei, oggetto di vere possessioni che hanno bisogno delle cure di specialisti, in questo caso degli esorcisti?

Gli esorcisti, tempo fa, ammettevano l’esistenza di molti posseduti, parlavano di 1.000 casi in un numero X di soggetti di una certa collettività. Dopo le obiezioni psichiatriche, hanno dovuto abbassare i toni del confronto ed ammettere che di tutti i casi scoperti, i 1.000 per capirci, soltanto pochi, 1 o 2 casi, sono da considerare almeno oggi, propri di soggetti posseduti, mentre gli altri sono da lasciare ad una competenza psichiatrica. Lo afferma anche, in modo abbastanza netto, don Attilio Marinsalti nell’intervista rilasciata a lei poco più di una settimana fa. Egli dichiara di aver operato solo in una situazione di vera possessione. Inoltre gli esorcisti hanno cambiato usi e metodi, e anche gli oggetti delle loro attenzioni e dei loro interventi: non si parla più di “semplici posseduti”, ma anche di soggetti che subiscono il mobbing o lo stalking, e altri malanni di oggi. Gli esorcisti di oggi sono quelli che hanno studiato nozioni di psichiatria, di psicologia e psicoanalisi. Essi si interessano e prestano attenzione ai conflitti ambientali e a quelli interpersonali. In parte essi si sostituiscono agli psicologi operando sul piano dei consigli e degli ascolti. Se lo psicoterapeuta da 20 anni a questa parte può avere invaso il territorio del sacerdote che era l’unica persona deputata a conoscere i fatti e i misfatti di una persona, mi pare che gli esorcisti di oggi, così come molti sacerdoti nella loro missione di apostolato, stanno “invadendo” il campo degli psicologi e degli psicoterapeuti. Che la guarigione abbia necessità di eliminare l’odio è condivisibile da tutti gli psicologi. Noi parliamo di ritiro delle proiezioni (“guarda la trave nel tuo occhio!”). Infine c’è da notare che i fenomeni di soggetti posseduti dal demonio, e anche quelli che tali non sono, sono soprattutto frequenti in un’enclave sociale dove sopravvivono usanze come quelle di dedicarsi a messe nere e ad altre diavolerie del genere. Perché succede questo? Perché molti soggetti, di ogni estrazione sociale e culturale, suggestionati, in evidente stato di alterazione mentale e psicologica, sono più portati di altri a credere e a giurare sulla presenza fisica di demoni e di altri soggetti non umani.

- Infine, lei dott. Vita crede alle possessioni demoniache?

No: non c’è niente che non si possa spiegare con la psicoanalisi, nel caso delle possessioni. Padre Agostino Gilardi, Priore dei Domenicani di Santa Maria di Castello soleva ripetere: “Molte possessioni sono solo isterie”. Condivido in gran parte il pensiero di padre Gilardi. Ma, a mio modesto parere, tutte le possessioni sono espressioni di fenomeni isterici.

  • Posted on settembre 24, 2010 at 14:07

 

Intervista  inserita nel sito Web di Benedetta Lombo

  www.benedettalombo.com